La trasformazione digitale sta cambiando il modo in cui accediamo ai servizi pubblici, ai sistemi sanitari, ai servizi bancari e ad altri importanti ambiti della vita quotidiana.
Con il costante aumento dei servizi digitali cresce anche la necessità di sistemi di identificazione sicuri, affidabili e rispettosi della privacy.
In tutto il mondo e nell’Unione europea sono in fase di sviluppo diversi approcci all’identità digitale. In questo contesto assumono un’importanza sempre maggiore principi quali la protezione dei dati personali, la sicurezza informatica, la tracciabilità degli accessi e la prevenzione del furto e dell’abuso dell’identità.
«Il vero valore dell’identità digitale non dipende dalla quantità di dati raccolti, ma dalla capacità di proteggere le persone.»
— Istituto 1. aprile
All’Istituto 1. aprile riteniamo che lo sviluppo dei futuri sistemi debba essere orientato innanzitutto alla tutela della persona. Per questo abbiamo presentato l’iniziativa QEI (Qualified Electronic Identity), che propone il concetto di un’identità digitale più sicura e più trasparente.
L’iniziativa QEI si basa su alcuni principi fondamentali:
- protezione della privacy dell’individuo,
- utilizzo volontario del sistema,
- separazione dei dati per ridurre i rischi,
- tracciabilità degli accessi ai dati,
- utilizzo di moderne misure di sicurezza per la protezione dell’identità.
L’obiettivo dell’iniziativa non è sostituire le soluzioni esistenti, ma promuovere un dibattito tecnico su come le future generazioni di identità digitali possano tutelare ancora meglio i diritti delle persone e, allo stesso tempo, consentire servizi pubblici efficienti.
L’identità digitale del futuro non dipenderà soltanto dal progresso tecnologico, ma soprattutto dalla fiducia dei cittadini. E questa fiducia può essere costruita solo attraverso un approccio responsabile, la trasparenza e il pieno rispetto della privacy.
L’Istituto 1. aprile continuerà a seguire gli sviluppi nel campo dell’identità digitale e a promuovere proposte e dibattiti tecnici che possano contribuire a un futuro digitale più sicuro.
