Un bambino va a scuola, in gita scolastica, a un campo, a un allenamento o in viaggio. All’arrivo, con una sola pressione, conferma: «Sto bene». Ma cosa succede se la conferma non arriva? E se il bambino non può telefonare? E se qualcuno gli sottrae il telefono o il dispositivo di protezione? Nell’ambito dell’iniziativa QEI – Quantized Encrypted Identity dell’Istituto 1. april stiamo sviluppando un concetto in cui proprio l’assenza di un segnale atteso potrebbe diventare motivo per avviare una verifica di sicurezza – senza la necessità di monitorare costantemente il bambino.
QEI
Quando gli adulti diventano “bambini” online: come QEI potrebbe contribuire a proteggere i minori
Online, una persona adulta può diventare in pochi secondi un quattordicenne. Un bambino, invece, può diventare “maggiorenne” con un solo clic. In un periodo in cui il dibattito sugli abusi sessuali sui minori, sulla pedofilia e sul grooming online è sempre più intenso, si pone una domanda importante: l’identità digitale del futuro può proteggere i minori in modo più efficace senza trasformarli in soggetti di sorveglianza digitale permanente? Nell’ambito dell’iniziativa QEI – Quantized Encrypted Identity dell’Istituto 1. april stiamo esplorando proprio questo tipo di approccio.
L’Istituto 1. april ha completato la preparazione della proposta di un progetto pilota di ricerca QEI – Quantized Encrypted Identity per la Repubblica di Slovenia. Il documento rappresenta il passo successivo nello sviluppo dell’iniziativa QEI.
L’identità digitale sta diventando uno degli elementi fondamentali della società digitale. Nei prossimi anni non la utilizzeremo soltanto per accedere ai portali della pubblica amministrazione, ma sempre più spesso anche nei rapporti con banche, servizi sanitari, istituzioni educative, imprese e altri servizi digitali.
L’Istituto 1. april ha ricevuto una risposta ufficiale della Commissione europea in merito all’iniziativa strategica QEI – Quantized Encrypted Identity, presentata come proposta di ricerca per approcci più sicuri e orientati alla tutela della privacy nell’ambito dell’identità digitale.
L’identità digitale nell’UE sta cambiando: da documento a strumento di controllo sui propri dati.
L’Unione europea sta entrando in una fase importante dello sviluppo dell’identità digitale. L’identità del cittadino viene sempre meno intesa semplicemente come un documento d’identità o un nome utente per accedere a un servizio online.
Identificazione e autenticazione non sono la stessa cosa: perché questa differenza è importante?
La maggior parte degli utenti pensa che l’accesso a un sistema sia un unico processo, ma in realtà, in background, si svolgono due processi distinti: identificazione e autenticazione.
L’Unione europea sta sviluppando importanti progetti digitali, tra i quali spiccano il portafoglio europeo di identità digitale (EU Digital Identity Wallet) e l’euro digitale.
Identità digitale: perché la protezione dei dati personali sta diventando sempre più importante
La trasformazione digitale sta cambiando il modo in cui accediamo ai servizi pubblici, ai sistemi sanitari, ai servizi bancari e ad altri importanti ambiti della vita quotidiana.
